Profondo Rosso

Una Ferrari vincente c’è (non è quella di Vasseur)

Per l’amor di Dio.
Ci sono un paio di cose sulle quali chi frequenta questo ameno luogo non può non consentire.
La prima.
Se in un Gp ci sono due piloti della stessa squadra e uno parte in prima fila e l’altro scatta dalla diciannovesima casella e quest’ultimo vince la gara senza che il collega di lavoro sia incappato in sventure varie, bene, tanti saluti agli odiatori, ciò significa che Antonelli, il diciannovesimo allo start, ha fatto qualcosa di grandioso.
Quindi, astenersi rompicoglioni, qui non scriverete più.
Altra cosa è sostenere l’ovvio: certe cose riescono ad un pilota se ha in mano una macchina eccezionale. Valeva per Senna, per Schumi, per Prost. Ma la differenza su Russell, il compare di team, non è contestabile.
Dopo di che, nessuno è obbligato a tifare per Kimi. Il popolo di Monza ha dato una risposta eloquente, ma ognuno ha diritto ai propri sentimenti. A patto di non spacciare frottole.
Ancora.
Io sono ferrarista di rito leclerchiano ma Charles a Monza ha fatto una puttanata allo start e Hamilton ha tutto il diritto di lamentarsi. Di sicuro tocca a Vasseur, che sta a Maranello da quasi quattro anni, governare la situazione. Se non ce la fa, ci siamo capiti.
Tutto ciò premesso, il tenero Emi, nostro lirico addetto al Wec, mi segnala con garbo che in realtà una Ferrari vincente c’è.
La 499 P.
Ma non è quella di Vasseur.
Buona lettura.
EMI SCRIPSIT

La Ferrari sbagliata

Le tre di notte…A quest’ora?
Perché? È forse vietato?
Sarebbe facile dirti: se vuoi vedere vincere una Rossa vieni nel WEC, anche se è quella sbagliata. Già perché ha vinto la 50 e non la 51, quella che era nona in classifica piloti e che ora si trova a 4punti dai compagni di squadra e a 21 dalla vetta. Un regalo di Toyota a 12 minuti dal termine, quando l’idroguida della numero 7 con de Vries al volante, decide che non è più tempo di funzionare. Per un attimo mi è sembrato di tornare a un’epoca lontana lontana, quando le rotture meccaniche erano il pane quotidiano. Avesse vinto Toyota avrebbero ipotecato entrambi i campionati.
Invece.
Invece  vincono Nielsen-Molina-Fuoco, mettono il cappellone a tese larghe e vanno sul gradino più alto del podio di Austin.
Sarebbe fin troppo facile lanciarsi in improbabili paragoni. Penso solo che in una giornata come quella odierna, così piena di emozioni anche controverse si possa solo coniugare le due sponde del medesimo fiume.
Per un attimo (guarda te) ho pensato a Orco. Chissà quale “sentimento nuevo” possa averlo attraversato, quando a vincere in questa domenica è la “Ferrari sbagliata” e per un altro (di attimi) ho pensato invece “per fortuna esiste il WEC”.
Magari ricapita a novembre.
Di veder vincere una Ferrari a Monza.
Senza Hamilton e Leclerc.

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