Date un meteorologo alla Ferrari
Due o tre cose, al volo.
Date un meteorologo alla Ferrari, per cominciare.
Questa volta l’Harry Potter di Bologna non ha avuto bisogno di confezionare una magia. In Malesia, con tutta probabilità Antonelli ha fatto il balzo decisivo verso il titolo mondiale. Intendiamoci, Kimi è stato bravissimo anche stavolta, la sua partenza è stata impressionante. Ma il destino gli ha fatto un grosso regalo, mandando all’inferno l’unico vero concorrente per il titolo. La rottura sulla Mercedes di Russell a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi, assume il significato di una promessa. Toccando ferro, acciaio e pure qualcos’altro, la consacrazione iridata per il nuovo giovanissimo idolo nazionalpopolare pare proprio dietro un angolo.
Dirò qui e ora che forse c’è un simbolismo, nella coincidenza tra quanto ho appena raccontato e il ritorno alla vittoria di Max Verstappen. L’olandese non ha mai nascosto la sua simpatia per Kimi. Forse perché riconosce nell’Harry Potter bolognese qualche tratto in comune, frammenti di identità che rendono simili personaggi appartenenti a generazioni distinte e distanti.
Sia come sia, il ritorno sul gradino più alto del podio da parte di Verstappen è una bellissima cosa. Per chiunque ami l’automobilismo senza essere accecato dal tifo. Sto parlando di un Campionissimo, che ha già segnato un’epoca.
Aggiungo che, per chi ama la tecnologia, ha un suo significato anche il fatto che Red Bull si sia imposta per la prima volta con un motore, o se preferite power unit, interamente confezionato in casa. Molti avevano ironizzato quando Chris Horner, a quanto pare inutilmente offertosi alla Ferrari, aveva scelto di percorrere questa strada, scegliendo come partner per la componentistica la Ford. E invece era una intuizione felice.
La Ferrari, adesso, Hamilton ha fatto una corsa semplicemente sensazionale. Sto parlando di un tizio che all’anagrafe ha più di quarant’anni e che si ritrova, per una scelta scellerata di gomme, praticamente in coda a tutti nella terra di Sandokan. Ciò nonostante, il vecchio baronetto ha tirato fuori una prestazione da urlo, riportando la macchina rossa sul podio, precedendo il collega di lavoro Leclerc.
Se vogliamo, l’esito di questa trasferta è lo specchio perfetto del presente Ferrarista. Eh, manca sempre qualcosa! Stavolta non ci si può lamentare del rendimento dei piloti e anche la gestione degli eventi di gara da parte del muretto è stata efficace. Doveva invece essere sbagliata la comunicazione meteo in possesso di Fred Vasseur, visto che Mercedes Red Bull sono partite con le gomme intermedie da bagnato mentre Hamilton e Leclerc si sono presentati sull’asfalto umido con “scarpe” da asciutto…
Ah, due parole su Alonso. Era in pole in Malesia 23 anni fa. Serve altro?
