Profondo Rosso

Le tragicomiche notti di Sing Sing

Quando misi piede a Singapore, nel 2008, mi venne subito in mente un titolo perfetto per l’insolito evento.
Le tragicomiche notti di Sing Sing.
L’esordio fu davvero col botto. Credo di avere già raccontato, non senza una punta di sarcasmo, la fatale coincidenza. La domenica notte della prima volta per la Formula 1 in quel luogo, mi ritrovai in aeroporto ad aspettare il volo per Londra. E chi mi raggiunse? Lui, Flavio Briatore. Gli dissi ridendo che la sorprendente vittoria del suo Alonso non avrebbe potuto essere studiata meglio a tavolino, visto che il caso aveva propiziato l’uscita di pista del figlio di Piquet. La mia era una battuta, ovviamente è l’ex geometra di Cuneo mi rispose: ma tu sei matto, cosa vai mai a pensare!.
Il resto è cronaca, anche giudiziaria.
Poi c’è stata la furia del monello. Quella volta che Verstappen, in versione giustiziere della notte, contribuì ad eliminare entrambe le Ferrari di Vettel e Reik. Una scena pazzesca, costata un’ulcera violenta al povero Maurizio Arrivabene.
E ancora, non sarebbe simpatico dimenticare che proprio a Sing Sing, nel 2023, il curato di campagna Francese ha celebrato, grazie a Carlos Sainz, il suo primo trionfo in veste di capo del reparto corse.
E qui mi aggancio l’attualità, per ribadire per l’ennesima volta una banalità assoluta. Insomma, credo sia patrimonio comune sapere che lavorare a Maranello è cosa ben diversa dall’essere operativi per un qualunque altro team. È vero, alla fine contano i risultati, ma la Ferrari è qualcosa di unico, persino per i detrattori, persino per chi la vive e la vede da lontano.
Del resto, non è un caso se Schumi, potendo scegliere, si rese conto di quanto sarebbe cambiata la percezione globale del suo valore se fosse riuscito a vincere con la macchina rossa, appunto perché meno simbolico sarebbe stato il suo trionfare al volante di una McLaren o di una Williams. E potrei continuare con gli esempi, arrivando fino a Hamilton. Non c’è protagonista dell’automobilismo che non desideri sperimentare l’universo Ferrarista. Ovviamente, ai presunti onori si sommano pesantissimi oneri. In termini di pressione, tensione, persino esasperazione. Mi meraviglia, ancora nel 2026, scoprire che qualcuno si stupisca di questa realtà. Se non sei in grado di comprenderla, semplicemente non sei adatto per un ruolo in Ferrari. Il resto è tutta fuffa, fidatevi.
Venendo all’attualità immediata, è chiaro che con la sciocchezza della sprint sarà fondamentale azzeccare da subito l’assetto ideale, perché con appena un’ora di prove libere fai fatica a pensare di poterti permettere un errore rimediabile. Ci sono addirittura due qualifiche tra i muretti. Antonelli, considerata la penalità di Russell, ha l’opportunità di mettere in sigillo sulla sua conquista mondiale.
Ma, appunto, spesso le notti di Sing Sing sono tragicomiche…

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