Hamilton sordo, Antonelli quasi a dama
Vista la bizzarra vicenda della mancata sosta, mi era venuto persino in mente di scrivere che al vecchio Zio baronetto servirebbe urgentemente un apparecchio acustico. Però poi Lewis si è scusato con la scuderia e quindi mi limiterò a definirlo sordo, sì, ma ai consigli.
Scriverò tra qualche riga del nostro Harry Potter di Bologna: ormai per Antonelli il titolo mondiale è davvero dietro l’angolo, potrebbe matematicamente già arrivare tra due settimane in Texas.
No, preferisco subito concentrarmi non tanto sulla sontuosa vittoria di Verstappen nella notte di Singapore, bensì sulla curiosa condizione di inferiorità cui la Ferrari proprio non riesce a sfuggire. Mi spiego: ora che la Mercedes ha smesso di essere irresistibile, almeno da un paio di gare, ecco che a battere le macchine rosse ci pensa la rediviva Red Bull.
Sembra quasi la beffa di un destino bizzarro. Anche se magari sarebbe meglio concentrarsi sulla lezione figlia dei risultati: Verstappen e la sua squadra stanno dimostrando come sia possibile, nell’arco di una stagione, invertire la tendenza. Ed è questo che fin qui è sempre mancato alla Ferrari: la capacità di rovesciare davvero le situazioni. Poi certo stavolta ci ha messo del suo Hamilton in negativo, sbagliando un po’ troppo e meno male che lo ha ammesso. Ma, nonostante un Leclerc in grandissimo spolvero, la Ferrari di Singapore non sarebbe mai stata in grado di battere l’olandese volante. Che, a scarso di equivoci, è semplicemente il miglior pilota in circolazione, anche se non si fregia più delle etichetta di campione del mondo.
E a proposito di campione del mondo! Antonelli è stato molto bravo a governare la situazione, a gestire la pressione in un weekend non semplice, reso terribile dalle circostanze atmosferiche, dalla umidità al caldo. Mi sorprende sempre più la lucidità di questo monello: il modo in cui ha approfittato della distrazione di Norris, quando Hamilton è andato lungo, beh, è stato un capolavoro di astuzia.
Vorrei quindi liquidare i detrattori, gli ordinatori da tastiera, i malpensanti in servizio permanente effettivo. Con me non attacca, grazie. Kimi stramerita il titolo. Ha demolito Russell, il compagno di squadra che aveva a disposizione lo stesso mezzo meccanico. Non so quando scatteranno ufficialmente i festeggiamenti per l’impresa, ma sono certo di avere già un debito di gratitudine con l’Harry Potter di Bologna.
E spero di essere ancora in circolazione, quando verrà a vincere al volante della Ferrari.
