Perché Austin conta anche per la Ferrari
Lo ammetto: forse suonerà strano.
Lo confesso: so benissimo che dopo quasi vent’anni scrivere (e per voi leggere!) certe cose, via, può persino suonare vagamente provocatorio.
Però, fidatevi, così stiamo messi.
Nei giorni o forse nelle settimane che portano alla incoronazione mondiale di Antonelli, davvero la Ferrari ha ancora qualcosa da chiedere al campionato. Ovviamente non di così importante, ma tra Maranello e dintorni è interesse di tutti chiudere la stagione nella maniera più brillante possibile. Anche perché, come vuole la tradizione, i vertici della Azienda si riservano di esaminare la situazione del reparto corse a bocce ferme.
Segue spiegazione.. L’obiettivo minimo della scuderia è finire al secondo posto nella classifica riservata ai costruttori. Attualmente la Ferrari ha un vantaggio di 105 punti sulla McLaren e di 112 sulla Red Bull. Restano da disputare ancora sei gran premi, visto che, forse con ostinazione degna di miglior causa, la federazione internazionale continua a sostenere che le gare in calendario nel Qatar e ad Abu Dhabi saranno regolarmente effettuate, nonostante i venti di guerra.
Paradossalmente, alla luce dei risultati più recenti, forse la Ferrari deve temere più i bibitari della McLaren. Infatti, Verstappen si è rimesso a vincere con inesorabile perfezione. Tra gli addetti ai lavori circola l’ipotesi che super Max potrebbe addirittura aggiudicarsi tutte le tappe da qui alla fine del campionato. Del resto, l’Olandese si è imposto recentemente in Malesia e a Singapore, cioè su circuiti tra loro diversissimi.
E poi c’è la partita in famiglia. Importante non soltanto a livello simbolico.Qui è inutile far finta di niente.
Hamilton ha 14 lunghezze di vantaggio su Leclerc. Tra i due il rapporto è all’insegna del rispetto reciproco, ma tutti si sono accorti quanto entrambi ci tengano a far meglio del collega di lavoro. La stessa scelta di Lewis a Singapore di non fermarsi a cambiare le gomme nasceva dal desiderio, ovviamente non dichiarato, di precedere sul traguardo il monegasco. E’ andata male e ci ha rimesso pure il team. Vasseur si è fatto promettere che certe cose non accadranno più, nell’interesse complessivo della squadra. Staremo a vedere.
Ah, un’altra cosa: Hamilton attualmente è terzo nella classifica piloti, staccato di appena nove lunghezze da Russell. E attenzione: è dal 2021, quando fu beffato in extremis da Verstappen ad Abu Dhabi, che il sette volte campione del mondo, non chiude una stagione al secondo posto. Lewis ci tiene, anche perché finire il 2026 alle spalle del suo erede Antonelli in Mercedes sarebbe un esito tutto sommato apprezzabile.
Soprattutto ricordando gli esiti imbarazzanti del 2025.
