Torna a Monza la Ferrari a ruote coperte
Mi raccomando, potete continuare ad esprimervi sulla bagarre Hamilton-Leclerc (a proposito, complimenti per l’arrivo di Bianca in famiglia!) sotto il post precedente.
Qui accolgo la narrazione del tormentato e tormentoso EMI a proposito del ritorno del Wec a Monza.
Ero un bambino ai tempi della mitica 1000 km. E magari sognavo le stesse cose che Kimi Antonelli avrebbe sognato mezzo secolo dopo.
Buona lettura.
EMI SCRIPSIT
Monza ultimo atto.
Dai Nume, ormai ci siamo.
Ancora qualche giorno e fino a marzo dell’anno prossimo ti sarai liberato di me. Che dire, che dirti. Parto dal fatto che tornare a correre a Monza dopo tre anni, almeno per le ruote coperte è una gran bella cosa. Certo sarebbe stato auspicabile non a queste condizioni e con queste motivazioni, ma come dire…non si può avere tutto dalla vita no? Anche solo per il semplice fatto che, storicamente, il circuito brianzolo è da sempre stato la sede naturale dell’endurance italiano. Prima con la mille chilometri e poi con la 6 Ore. Chiamala “onestà della memoria” se vuoi, ma qui la Ferrari vinse la sua prima 1000 Km già nel lontano 1965, ripetendosi nei due anni successivi, prima che anche qui, arrivasse la Ford e un regolamento tecnico che aveva fatto fuori la P4 del Cavallino (nessun “complottardo” al tempo? Strano…) prima di rifarsi con la 312PB insieme a Ickx, Regazzoni e Redman. In più, qui è nato il primo Ferrari Club che la storia delle Corse rammenti. 25 aprile 1967: Ferrai Club Vedano al Lambro. Gente che ancora oggi col presidente Marras fa valere la sua fede ferrarista. E poi Merzario - Andretti e l’Alfa, in attesa che il dominio Porsche si estendesse a macchia d’olio su tutti gli anni ’80 e oltre. E poi quel 2023, con la 499 che approda a Monza da vincente a Le Mans e improvvisamente l’opinione pubblica italiana si riappropria incredibilmente di una fetta di memoria delle corse, insieme a un’ affettuosissima “orda barbarica“ di appassionanti, che improvvisamente assale la Rossa a ruote coperte insieme ai suoi piloti. Boia l’orso. Da un anno all’altro (2022-23) il pubblico si è decuplicato, le sessioni autografi davanti al box Ferrari di AF-Corse sembrano una sorta di pellegrinaggio musulmano alla Mecca, in virtù di un laico e paganissimo rito. Emozioni, ricordi che mi aiutano a capire cosa sia stato fatto nel frattempo anche in questa disciplina sportiva. Così dopo tre anni siamo ancora qua (eh già) a pensare cosa possa raccontar quest’ultimo appuntamento di campionato. Già in estate ti dissi le mie perplessità meteorologiche. Pare che da questo punto di vista abbia avuto ragione la Federazione.
Cosa vuoi che ti dica, verrò a farti compagnia nel tuo Fight Club per rimbambiti… Perdona la battuta, ma ormai chi ci capisce più nulla. Però nella mia autistica e acustica memoria artistica, ricordo bene una cosa: alla vigilia di questo mondiale F1 2026, il tuo pronostico su Antonelli campione dl mondo a fine stagione.
Magari più in piccolo ci prendo anch’io a dirti che la Ferrari vincerà a Monza domenica?
Tranquillo. Qua per una volta, almeno non litigherà nessuno.
Un abbraccio, Maestro, dal tuo lirico cronista delle ruote coperte.
