La ex lacrimosa ministra Elsa Fornero che ruba dal lessico di un teenager qualunque il termine "paccate" per dettare le condizioni ai sindacati proprio non convince. Certe cadute di stile non si possono perdonare ai 'tecnici' salvatori dello spread. Così e' stato per la presunta battuta di Mario Monti sulla noia del posto fisso, per l'infelice sentenza del viceministro Michel Martone sugli "sfigati" fuoricorso, per i "mammoni" della ministra Anna Maria Cancellieri e per lo "schifo" esternato dal ministro Andrea Riccardi. In alcuni casi questi sfoghi tradiscono visioni tutt'altro che moderate o super partes, in altri sortiscono un effetto contrario a quello che vorrebbero ottenere nel tentativo di umanizzare l'immagine da tecnocrati.
Ma non credo che la gente si attenda questo dal governo. Ormai tutti sappiamo quanto pesino per le nostre tasche le tasse del 'Salva Italia' o quali proteste possano suscitare le se pur timide liberalizzazioni, cosa voglia dire per molti ritardare la pensione o mettere mano agli ammortizzatori sociali. Sacrifici - per usare il termine che commosse Fornero - odiosi ma comunque giustificati in tempo di crisi. Possiamo quindi interrogarci e dividerci sulla giustezza dei provvedimenti presi dai ministri-professori. Ma non vogliamo certo perdere tempo con le loro battute. E' finito il tempo delle corna durante i summit internazionali, delle barzellette, dei comunisti che mangiano i bambini e della triste favola della nipote di Mubarak. Il mondo e' cambiato, in parte lo sta cambiando anche la rigorosa politica da Paese normale del montismo (quello che lavora, pero', non quello che va nei salotti tv). E le vecchie battute, le vecchie polemiche si spera che d'ora in poi restino dove devono stare: nel dimenticatoio. Emblemi di un qualcosa che non c'e' piu': come per esempio lo sono stati recentemente i botta e risposta Moretti-Bertinotti sulla cauta del governo Prodi o il duello televisivo sul reclutamento politico berlusconiano tra la giornalista Costamagna e Mara Carfagna. Passati, out, come i titoli sui giornali che fino a qualche mese fa non facevano che dare conto degli infiniti scontri politici tra centrosinistra e centrodestra. Scontri che, purtroppo, i leader politici sembrano di nuovo pronti a scongelare. In vista dell'imminente campagna elettorale delle amministrative.