“I partiti erano tenuti a presentare i bilanci in Parlamento e i bilanci erano sistematicamente falsi, e tutti lo sapevano… i partiti di opposizione non contestavano i bilanci dei partiti di governo né i partiti di governo contestavano i bilanci di opposizione... La verità è che i bilanci erano tutti falsi”.
Ora, rileggendo questa frase di Bettino Craxi (dicembre 1993, processo Cusani), la domanda è: siamo davvero fermi a vent'anni fa? Nell'illusione che la Seconda Repubblica sia stata, sia, diversa dalla prima?
Lancio una provocazione. No, non siamo fermi a vent'anni fa, siamo peggiorati. Almeno allora c'erano un leader del Psi che sapeva quel che stava succedendo nel suo partito, che non lo nascose mai e pagò personalmente (non in Italia, ma con l'esilio). Almeno allora c'era il compagno Primo Greganti che, accusato, imputato, assunse su di sé la colpa di aver raccolto una tangente da 621 milioni di lire senza mai tornare sui suoi passi. Nel nome della difesa della politica di Pci-Pds in cui credeva, si suppone. Non giustifico, non comprendo, però almeno si trattava di un finanziamento illecito fatto (forse) nel nome di qualcosa, senza nascondersi dietro l'ipocrisia.
Oggi, invece, i protagonisti delle nuove, presunte, tangentopoli fanno a gara nel dimostrate stupore, la loro estraneità, la loro rettitudine. Imbarazzante un Francesco Rutelli che dà del “ladro patentato” al suo ex tesoriere Luigi Lusi, “abilissimo nel carpire in modo diabolico” 20 milioni di euro. Imbarazzante il tracollo politico nella capitale del Nord di Lega e Forza Italia che, secondo l'accusa, si sarebbero spartiti le mazzette. Imbarazzanti le scuse (mica le dimissioni) del sindaco pd di Bari, Michele Emiliano, che supplica di non passare per uno che si fa “comprare con spigole e champagne”. Imbarazzante – per carità, se venisse provata – l'accusa di falso al governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, per quel milione di euro di fondi alla coop presieduta dal fratello. Tegola che arriva dopo il noto Cinzia-gate che già 'fece fuori' l'ex numero due della Regione Flavio Delbono. Imbarazzante avere il dubbio che, alla fine, vent'anni fa, tutto sommato...