Tempo di elezioni. Si tagliano colombe. Lo hanno fatto Umberto Bossi e Roberto Maroni (foto Ansa), inaugurando una sede leghista nella Varese che, solo un paio di mesi fa, si era ribellata alla leadership del Senatùr. E che oggi lo fotografa invece assieme al suo aspirante successore: in sintonia come mai (in apparenza), dopo le divisioni degli ultimi tempi.
Miracoli da campagna elettorale.
Come i bei gesti che, in periodi come questi, fanno apparire la Casta un po' meno Casta. E che, opinione personale, sono comunque ben accetti.
Il riferimento è a Pier Ferdinando Casini che si è tagliato i benefit da ex presidente della Camera. E che ha scatenato le ire di tanti colleghi presi in contropiede: “Ipocrisia”, “Facile tagliare privilegi per tenerne altri”, “Mossa elettorale”. E avanti ad attaccare. Ok, concediamo a tutti costoro di scoprire l'acqua calda: il leader dell'Udc è un politico scafato e sa come comportarsi al momento giusto, continuerà tra l'altro a godere dei benefit che gli spettano come capogruppo del suo partito. Resta il fatto che Casini ha battuto un colpo nella direzione giusta. Mentre altri pontificano e basta.
Meglio il cinismo di un Massimo Calearo (ex pupillo di Veltroni, già rutelliano e poi 'salvatore' del governo Berlusconi in Popolo e territorio) che confessa con la coscienza da educanda di essere stato alla Camera solo tre volte dall'inizio dell'anno ma di percepire un meritato (?) stipendio da parlamentare?
Io no, non lo preferisco. A volte (ma solo a volte) preferisco i buonisti benpensanti.