La ”mia” Dubai

Esteri

29 dicembre 2012
Molti mi chiedono ''Ma com'è vivere a Dubai?''. E' sicuramente interessante e stressante allo stesso tempo. Dubai presenta due facce: quella dei turisti e delle copertine; e quella più nascosta che include il lavoro degli operai ed i traffici illeciti. Perlomeno quando ci vivevo e lavoravo io. Circa quattro anni fa.

Per muoversi era necessario, e lo è comunque tuttora sebbene si sia potenziato il sistema dei trasporti pubblici, l'auto. Le tempeste di sabbia sono all'ordine del giorno. D'estate l'afa è, insieme all'umidità, soffocante. La velocità con cui si viaggia sulla Sheikh Zayed Road (la strada principale e la prima ad esser stata costruita) è molto alta, così come il numero degli incidenti e dei cantieri in corso. I taxi, i cui autisti sono solitamente pakistani, guidano all'impazzata (mi pare però sia la regola un po' ovunque). Il vecchio centro di Dubai, Deira, è sempre meno originale.

La mia giornata tipo consisteva nel alzarmi, uscire (gran caldo), salire in macchina (aria condizionata 'a palla'), andare in ufficio (ancora aria condizionata), risalire in macchina. L'ufficio, sito in un grattacielo di 42 piani a Dubai Media City, era al 18esimo. Per la pausa pranzo avevamo a disposizione un'ora e 15 minuti. Il quarto d'ora era stato aggiunto per consentirci di prendere l'ascensore, tanto era intenso il traffico nell'edificio.

Certo, le attività da farsi sono tantissime e variegate -basta pagare-, gli eventi sono spettacolari, così come gli immensi centri commerciali. Nel primo e più famoso Dubai Emirates Mall c'è, oltre alla pista da sci, una distesa di negozi di tutti i tipi. E, credetemi, faceva un po' strano andare a sciare quando fuori vi erano 40 gradi. Nel parcheggio è possibile farsi lavare l'auto (ci si tiene molto ad averla sempre luccicante e pulita).

Per bersi un bicchiere di vino bisogna andare negli alberghi o nei locali al loro interno. Al di fuori delle strutture alberghiere l'alcool non è consentito. A meno che non si sia comprato, ad esempio, nel Duty free dell'aeroporto, o qualche amico in visita ce l'abbia portato. Per averlo bisogna avere una licenza. Pertanto in molti si rivolgono a degli ''intermediari'', principalmente di nazionalità filippina o russa, che portano direttamente a casa, e illegalmente, i cosiddetti 'spirits', ovvero vodka, gin e quanto altro a 10 euro circa la bottiglia (il vino è quello più caro, sui 20 euro per una qualità medio-bassa).

Per quanto riguarda i locali (meno del 20% della popolazione), onestamente non vi ho mai avuto problemi né relazionali né tantomeno di natura religiosa o sessuale, in quanto donna. Credo basti avere rispetto o tolleranza (dipende dai casi), e molta pazienza.

Dubai è piena di contraddizioni.  Se fai la fila per il taxi può capitare che ti passino avanti (le donne in particolare) e tu non possa dire niente. L'avere il piercing al naso o alla lingua indispettisce i controllori all'aeroporto. Ti rechi al Mall e vedi donne con il burka (cui sono personalmente contraria) e turiste con gli 'hot pants' (pantaloncini cortissimi), quando è ampiamente indicato di vestire un abbigliamento più consono. C'è un gran via vai di belle ragazze 'bionde', tanto che per il solo fatto di avere capelli color oro e occhi azzurri ti può venire richiesto il compenso. ''Quanto prendi per una notte?'' venne chiesto una sera ad una mia amica moldava.

Le business card girano come noccioline e nella maggioranza dei casi si tratta di 'cercatori di oro'. Succede spesso di incontrare persone che dicano di essere parente di qualche sceicco (vero 1 volta su 100).

Quando vivi in un posto così distante, non puoi pensare di passare il week-end a casa. Per rendere l'idea: il volo Dubai-Roma è di 6 ore e 20 senza scali. Per staccare la spina andavo dunque nel vicino Oman, Paese molto bello a mio avviso. Oppure facevamo i barbecue, pubblici e gratuiti, sul prato sulla spiaggia tra le palme e con i piedi nell'acqua (calda). Ti mancano i tuoi cari, i fiori alle finestre. Il camminare per la strada. L'artificiosità alla lunga stanca.

L'affitto di una stanza costa sugli 800 euro al mese, se non di più. Stanza che spesso, e necessariamente, condividi. Questi sono generalmente i prezzi nelle zone più 'centrali', come ad esempio Dubai Marina, Jumeirah Beach, The Springs. L'essere cittadino europeo permette l'accesso a lavori negati (purtroppo) ad altre nazionalità, tuttavia è molto difficoltoso ottenere il 'working visa' (il visto che consente di lavorare regolarmente e di stare nell'Emirato).

I grattacieli, alberghi, ville, vengono costruite principalmente dagli operai indiani. I quali vivono in zone industriali, in mezzo ai calcinacci. Ne conobbi alcuni. Tutti vestiti di blu, il colore della loro divisa. Stavano in questo capannone, in cui erano state ricavate delle 'camere' con più letti a castello. Fuori un fornellino per cucinare. Mi fecero entrare e mi spiegarono che i pochi soldi che guadagnavano (parliamo di un dollaro e qualcosa l'ora) li spedivano alle famiglie. Chi aveva il visto e l'assicurazione sanitaria si riteneva molto fortunato. Chi reggeva pure.

E lì nella povertà erano circondati da gatti. Ce n'era una bellissima, bianca. Aveva appena partorito dei cuccioli. Quasi mi stessero per rivelare un segreto, mi mostrarono sorridendo e con delicata cautela la bellezza dei loro nuovi amici. I loro affetti. Per la famigliola felina avevano messo, sotto uno dei loro letti, una scatola con dentro una coperta. Poi del mangiare e una bacinellina d'acqua.

Beh, questa è Dubai. Perlomeno la mia.
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