I professionisti delle riunioni lessa cervelli

Cultura

21 febbraio 2012
Il governo Monti si muove tra le riforme con la stessa grazia di Topolino apprendista stregone tra gli alambicchi di ‘Fantasia’. Una scrollata alle pensioni qua, un ritocco all’articolo 18 e una liberalizzazione là. La scena disneyana del balletto delle scope calza a pennello a questo Paese da risistemare. Ma nella rincorsa all’aumento di produttività, servirebbe un altro piccolo tocco magico: l’abolizione della maggior parte delle riunioni di lavoro. Un’indagine della Business School di Harvard e della London School of Economics assicura che i manager sprecano la loro giornata passando da un meeting aziendale all’altro, reale o ‘multimediale’ che sia. Un’ora su tre se ne va così, cancellando gli spazi di riflessione. Un’altra ricerca inglese, poche settimane fa, garantiva che tutti questi incontri (che dai vertici, per stupida imitazione, scendono verso la base delle aziende, ma anche delle scuole, degli uffici pubblici, dei partiti, dei sindacati) mettono a repentaglio i cervelli, facendoli ‘cuocere’ in una melassa di parole, stress, report, slide. Il rischio è meno peregrino di quanto non si creda, tant’è che alcune aziende hanno istituito la quiet room, la stanza in cui - lontani da pc e cellulari - ritrovare il ritmo della concentrazione. Altre ancora vanno abolendo gli open space, luoghi che abbattono la produttività a colpi di caoticità. Insomma, la organizzazione aziendale, che noi abbiamo scopiazzato dall’America del boom, andrebbe rifatta in tempi di crisi.

Nel 1995 il sociologo Bruno Manghi intitolò un suo saggio «Tempo perso», mettendo alla berlina la vita interna di partiti e sindacati. Indicava come esempio l’efficienza aziendale. Evidentemente, da allora il virus si è esteso.
Sì, sarebbe bello che Topolino-Monti potesse restituire con le sue riforme il lavoro e insieme abolire il tempo perso con i patiti del brainstorming, quelli che giustificano la loro presenza convocando riunioni superflue ed inutili.

(pubblicato su Qn-Carlino-Nazione-Giorno il 18 febbraio 2011)
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