Il filosofo, i comunisti e il Cavaliere

Politica

22 luglio 2012
STA TORNANDO. La sua stazza non proprio filiforme e il suo profilo accigliato riappaiono qui e là, antichi entusiasmi e altrettanto antichi terrori serpeggiano in questa torrida estate. Ma come? Non avevano detto che era uscito di scena per sempre, con le sue idee, le sue promesse, i suoi seguaci piegati da una realtà ben più forte delle illusioni messianiche? Non avevano assicurato che i guasti provocati da lui e dai suoi fedelissimi non avrebbero riguadagnato il nostro presente? Sì, l’avevano detto. Ma la Storia a volte si fa beffe delle rassicurazioni, le spazza via con un semplice «rieccolo». Sì, Karl Marx sta tornando, discretamente ma inesorabilmente. La sua immagine è già sulle carte di credito della tedesca Sparkasse Chemnitz, mentre l’italiana Isbn pubblica «Il fantasma di Karl Marx», libro per bambini. E chissà che il filosofo di Treviri non si appropri anche dell’euro. Ma noi italiani dobbiamo star tranquilli, ancora una volta ci penserà il cavalier B. che sull’anticomunismo nel Paese senza più comunisti fondò le sue fortune. E’ lui il nostro «rieccolo». «E’ l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno, poche cose potrebbero essere peggiori», si è affrettato a commentare il britannico Economist. Ma si sa, è la Pravda in lingua inglese.
(pubblicato su Qn-Carlino-Nazione-Giorno il 21 luglio 2012)
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