Eran trecento. Luigi Mercantini e la spigolatrice di Sapri
VEDI I VIDEO “La spigolatrice di Sapri” letta da Arnoldo Foà , “L’inno di Garibaldi” cantato da Enrico Caruso , Scene da “Noi credevamo” di Mario Martone (2010) , “Sant’Ambrogio” di Giuseppe Giusti
Firenze, 26 giugno 2015 – In ricordo della celebre impresa risorgimentale di Carlo Pisacane, con lo sbarco a Ponza del 26 giugno 1857.
La spigolatrice di Sapri
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi è ritornata;
s’ è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
ma s’inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: – Dove vai, bel capitano? –
Guardommi e mi rispose: – O mia sorella,
vado a morir per la mia patria bella. –
Io mi sentii tremare tutto il core,
nè potei dirgli: – V’aiuti ‘l Signore!
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontraron con li gendarmi,
e l’una e l’altra li spogliar dell’armi.
Ma quando fur della Certosa ai muri,
s’udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra ‘l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti.
Eran trecento non voller fuggire,
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a lor correa sangue il piano;
fin che pugnar vid’io per lor pregai,
ma un tratto venni men, nè più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti.
Luigi Mercantini
(1857)
Seguici anche sulla Pagina Facebook del Premio Letterario Castelfiorentino
ARCHIVIO POST PRECEDENTI
W.B. Yeats e la rosa del mondo , La stazione di Wisława Szymborska , La speranza, quella cosa piumata. Emily Dickinson , Un padre come Darix Togni. Valerio Magrelli , Ho amato troppo in questo mondo. Sergej Esenin , La speranza secondo Guido Gozzano , La speranza secondo Dino Campana , Sarò una donna che sorride. Sylvia Plath , Cavalcanti e l’amore (con la partecipazione straordinaria di Mario Luzi) , Così ti amo. Pablo Neruda , Infinito ritrarre. Luzi e Francesconi , Montale. ‘Ho sceso, dandoti il braccio’ , Un piede vicino al cuore. La bohème di Rimbaud , Scolpire il mare. Giorgio Caproni , Il bacio, l’anima. Alfonso Gatto , Cume me pias el mund! Franco Loi , Anniversario Majakovskij. ‘All’amato me stesso’ , ‘O viva morte, o dilectoso male’. Petrarca e i paradossi dell’amore , Il salmo di Paul Celan , Ardere d’amore. Didone secondo Virgilio , Oggi arrivano i barbari. Kavafis , Dina Ferri, poetessa pastorella
NOTIZIE DI POESIA 2012 , NOTIZIE DI POESIA 2013 , NOTIZIE DI POESIA 2014 , NOTIZIE DI POESIA gennaio-marzo 2015 , NOTIZIE DI POESIA aprile-giugno 2015